In India arriva la “Google Tax”, ma non è efficace come sembra


Gli stati ed i colossi dell’informatica spesso non vanno d’accordo, e New Delhi ha deciso di mettere i bastoni fra le ruote a Google, infatti, a partire da ieri (primo Giugno) il fisco indiano revocherà 6 centesimi per ogni euro pagato dagli inserzionisti pubblicitari locali come Google, Amazon, Facebook ed altri.

Il funzionamento della tassa è il seguente: Quando una società acquista da un azienda come quelle precedentemente citate, un inserzione pubblicitaria del costo di 100 euro, 6 euro dovranno essere trattenuti ed incassati al fisco indiano.
Si sa, tutte le aziende hanno i propri volponi che trovano sempre l’inganno, infatti per evitare il pagamento si potrebbe alzare il prezzo delle pubblicità del 6%, in modo da avere un guadagno uguale al solito, ed i clienti non avrebbero un prezzo molto maggiore, invece il fisco non potrebbe fare nulla contro ciò.

L’obbiettivo della “Google Tax” era di evitare che i colossi spostassero le proprie attività in paesi che offrono regimi fiscali di favore, ma il governo indiano ha in parte anche pensato ai furbi, infatti chi non pagasse il tributo, perderebbe la possibilità di mettere a bilancio la spesa, avendo cosi più imposte da pagare.
Questo è un mercato che si crede possa quadruplicare in valore entro il 2020, sino a raggiungere una quota di 60 miliardi di dollari.

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