Bio-chip, non bisogna andare troppo oltre con questa tecnologia


Molta gente pensa che micro-chip impiantati nella pelle che siano in grado di gestirci, siano fantascienza, roba che si vede solo sul grande schermo, ma non è cosi, infatti ci sono già degli “alternativi” che hanno deciso di sperimentare questa nuova tecnologia.

I membri di questa community (ammontano a circa 10 mila) si fanno chiamare “cyborg“, o “grinder“, e si impiantano bio-chip per eseguire azioni come accendere la macchina con un semplice gesto, far partire una telefonata o altre funzioni.
Attualmente questi sperimentatori lavorano assieme a scienziati, ed alcuni sono alla ricerca di nuove funzioni avanzate per questi chip, altri vorrebbero utilizzarli come semplici alternative agli smartphone, tuttavia al momento la potenza di questi oggetti è molto limitata, infatti riescono a contenere pochi KB di informazioni, ma in futuro si riuscirà ad introdurre maggiore memoria e potenza di calcolo.

La crittografia è inoltre possibile quando se è presente una fonte di alimentazione, ma deve essere uno standard. In alternativa questo diventerebbe un bel problema per gli enti governativi, nel caso in cui i governi scegliessero di introdurre il bio-chipping a scopi identificativi. La crittografia dei dati dovrebbe essere garantita agli utenti.
Tuttavia non bisogna preoccuparsi troppo per la propria privacy, avere un bio-chip nella pelle, non è molto diverso da avere sempre con sé una chiavetta USB.

 

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