UE e Google, è un conflitto aperto?


Google e la commissione europea non sono mai andati molto d’accordo, anzi, le dispute che sono accorse tra loro sono innumerevoli e per i più disparati motivi.
L’ultima grana per l’azienda di Mountain View è stata circa un mese fa, quando l’Unione Europea ha accusato Google di abuso di posizione dominante, ma per comprendere la situazione è meglio fare un passo indietro:

Android è un progetto open source, ovvero il quale codice sorgente è libero a aperto a tutti, quindi chiunque può prelevarlo, modificarlo a piacimento e pure pubblicarlo volendo.
La maggior parte dei produttori di smartphone e Tablet Android sfrutta questa opportunità, e apporta modifiche più o meno pesanti allo smartphone, personalizzando l’interfaccia, installando applicazioni di default (ovvero che sono preinstallate quando acquisti il dispositivo).

Tuttavia Google impone che, nonostante tu sia libero di modificare il robottino verde a tuo piacimento, al momento dell’acquisto ci siano installate 11 applicazioni da lui specificate, ovvero: Play Store, Play Movies, Play Music, Drive, Chrome, Maps, Photos, Hangouts, Search, YouTube e Gmail.
Il motivo delle lamentele a Bruxelles è il fatto che Google spinge la sua utenza a ricorrere ad applicazioni made in USA, mentre quelle dei produttori europei o anche asiatici vengono snobbati in quanto meno conosciuti.

 

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