Il sindaco di Borgofranco Torinese vieta il Wi-Fi nelle scuole elementari


Il sindaco di Borgofranco vieta l’utilizzo del Wi-Fi nelle scuole elementari. « La nostra è una scelta basata sul principio di precauzione ».

Nelle scuole elementari di Borgofranco Torinese, a pochi chilometri da Ivrea, il Wi-Fi è stato vietato e quindi spento. Eliminati tutti i routers wireless dalle scuole. Una decisione che fa non poco parlar di sè, dato che Ivrea era definita -ai tempi d’oro della Olivetti- la Silicon Valley italiana. Ad emettere la sentenza è stato il sindaco del paese simpatizzante del Movimento 5 Stelle, Livio Tola. La proposta, accordata con tutta la giunta comunale, ha portato all’eliminazione dei dispositivi wireless, tornando cosi al vecchio sistema Isdn.

Noi non siamo contrari alla tecnologia. La nostra è una scelta basata sul principio di precauzione. Non siamo in grado di dire con certezza se le onde elettromagnetiche siano dannose oppure no, abbiamo letto molte cose in proposito sul web e sappiamo che alcuni Comuni hanno già adottato questo provvedimento. Nel dubbio, dunque, meglio spegnere il segnale. E chissà che, fra 20 anni, qualcuno non ci ringrazi.

Queste le parole del primo cittadino, che vanno in contrasto alla politica del Ministero dell’Istruzione che ha recentemente approvato il piano di finanziamenti fino al 2020 per lo sviluppo e l’ampliamento delle reti informatiche scolastiche. La direttrice della scuola, Alessandra Bongianino, ha dovuto accettare la decisione della giunta aggiungendo con tono amaro «Preferisco non commentare. Sono senza parole». Alex Tua, esponente della minoranza nel consiglio comunale ha presentato un interrogazione che riguarda la faccenda «Qual è il senso dell’operazione dell’Esecutivo? Tanto più che anche altre zone del paese frequentate dai ragazzini sono dotate di wi-fi, come la biblioteca».

Per il momento la decisione è questa, il servizio internet è comunque ancora garantito nei laboratori delle scuole, stessa cosa per quanto riguarda l’utilizzo di tablet e registri elettronici. E menomale. Intanto, Daniele Trinchero, ingegnere del Politecnico di Torino specializzato nello studio dei campi magnetici, ci spiega se effettivamente il problema delle onde Wi-Fi può essere potenzialmente dannoso come sostiene il sindaco. Analizzando la situazione si può dedurre che bastano semplicemente gli smartphone o i telefoni cellulari del personale scolastico e del corpo insegnanti per mandare a monte la precauzione appena adottata nelle scuole. Queste le parole di Trinchero:

Un’apparecchiatura wi-fi a norma ha una potenza di trasmissione che oscilla fra i 30 e i 40 milliwatt. Un cellulare, ne raggiunge 300. E se ce ne sono più di uno nella stanza le frequenze si sommano, mentre il passaggio dei dati con il wi-fi, oltre a non essere continuativo, non può mai superare la potenza massima.